Ultima modifica: 5 dicembre 2017

Circolare n 74 – Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche

Ai docenti

Agli ATA

 

Milano, 4 dicembre 2017

CIRCOLARE N. 74

 

Oggetto: Prescrizione dei contributi pensionistici dovuti alle Gestioni pubbliche

 

Si riporta di seguito una sintesi della circolare INPS n. 169 del 15 novembre 2017, rimandando alla lettura integrale del testo in caso di interesse.

Con tale circolare si provvede alla ricognizione della disciplina dell’istituto della prescrizione della contribuzione pensionistica dovuta alle casse della Gestione dei pubblici dipendenti e si forniscono i chiarimenti in merito alla corretta regolamentazione da applicare in materia.

La circolare citata in premessa sostituisce la circolare n. 94 del 31 maggio 2017, recante il medesimo oggetto.

 

  1. Premessa

 

A seguito di segnalazioni si è reso opportuno adottare i seguenti adeguamenti:

 

  1. applicare ai dipendenti pubblici il regime che prevede, in caso di intervenuta prescrizione del pagamento della contribuzione previdenziale, l’obbligo in capo al datore di lavoro, di sostenere l’onere del trattamento di quiescenza riferito ai periodi di servizio in cui è intervenuta la prescrizione medesima, la cui misura è calcolata sulla base dei criteri di computo della rendita vitalizia ex art. 13 della legge n. 1338/1962;

 

  1. rinviare, in ragione della complessità interpretativa e attuativa della materia, l’applicazione delle indicazioni fornite nell’ambito della circolare n. 94/2017 ad una data non anteriore al 1° gennaio 2019.

 

  1. Quadro normativo di riferimento

 

La Legge 8 agosto 1995, n.335 (cd. Riforma Dini) ha riformato la disciplina dei trattamenti pensionistici, prevedendo la riduzione del termine di prescrizione della contribuzione previdenziale e assistenziale obbligatoria da dieci a cinque anni.

 

L’art. 3, comma 9, ha stabilito, altresì, che la contribuzione prescritta non può essere versata e, conseguentemente, incassata dall’Istituto.

Affermato il carattere generale del termine prescrizionale quinquennale, va evidenziato che l’art. 31 della Legge 24 maggio 1952, n. 610, stabilisce una speciale disciplina per il recupero delle contribuzioni dovute a tali casse, per le quali le Amministrazioni datrici di lavoro abbiano iniziato il versamento in data successiva a quella in cui ricorreva l’obbligatorietà dell’iscrizione alle stesse.

 

All’epoca della entrata in vigore della Legge n. 610 del 1952, i dipendenti dello Stato non rientravano nell’ambito applicativo della legge, ma vi sono rientrati a pieno titolo a seguito dell’istituzione della CTPS presso il disciolto Istituto di previdenza INPDAP.

In particolare, l’art. 8 del DPR 1092/1973, nel prevedere che “tutti i servizi prestati in qualità di dipendente statale si computano ai fini del trattamento di quiescenza”,  contribuisce a prefigurare un quadro normativo in cui, a tutela dei diritti previdenziali dei lavoratori, debbano necessariamente sussistere rimedi obbligatori alla intervenuta prescrizione dei contributi previdenziali.

 

Appare ragionevole che ai dipendenti pubblici iscritti alla CTPS, in caso di prescrizione dell’obbligo di versamento della contribuzione previdenziale, il datore di lavoro sia tenuto a sostenere l’onere del trattamento di quiescenza per i periodi di servizio in cui è intervenuta la prescrizione medesima, con obbligo di versamento della relativa provvista, calcolata sulla base dei criteri di computo della rendita vitalizia.

 

  1. Regole della prescrizione applicabile alla contribuzione dovuta alle Gestioni pubbliche

 

Da un lato rimane fermo l’univoco termine prescrizionale quinquennale introdotto dalla Legge n. 335/1995.

Dall’altro, l’art. 31 della Legge 24 maggio 1952, n. 610 prevede che nella liquidazione del trattamento di quiescenza spettante ai lavoratori pubblici, si tenga conto dell’intero servizio utile prestato, ivi compresi i periodi non assistiti dal versamento dei contributi.

 

Pertanto, anche in assenza di recupero della contribuzione dovuta alle predette casse, per avvenuto decorso del termine di prescrizione quinquennale, l’attività lavorativa svolta sarà considerata utile ai fini della liquidazione del trattamento di quiescenza; in questa ipotesi, l’onere del trattamento deve essere ripartito tra l’Istituto e le Amministrazioni datrici di lavoro.

 

  1. Disciplina applicabile in caso di estinzione per decorso del termine prescrizionale

 

Affermata la durata quinquennale del termine di prescrizione della contribuzione pensionistica dovuta alle casse gestite dall’ex INPDAP, si fa presente che tale termine, analogamente a quanto accade per le altre forme di assicurazione obbligatoria, decorre dalla data in cui il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.), che per la contribuzione coincide con il giorno in cui l’Istituto può esigere la contribuzione, ossia con la data di scadenza del termine per effettuare il versamento (il 16 del mese successivo a quello al quale la contribuzione si riferisce).

 

Per ciò che concerne, invece, la CPI, la non computabilità dei periodi di attività lavorativa non coperti dal versamento di contributi, derivante dall’espressa esclusione dal campo di applicazione dell’art. 31 Legge 24 maggio 1952, n. 610  comportano l’applicazione alla fattispecie in esame dell’art. 13 della Legge n. 1338/1962 e della facoltà prevista per il datore di lavoro di sanare gli effetti pregiudizievoli cagionati al lavoratore con l’omissione del versamento di contribuzione, ormai prescritta, richiedendo la costituzione di una rendita vitalizia.

 

Pertanto, per le contribuzioni dovute alla predetta cassa, si applicheranno le disposizioni in materia di costituzione della rendita vitalizia ex art. 13 della Legge n. 1338/1962.

 

Di conseguenza, l’aggiornamento della posizione assicurativa del lavoratore, con conseguente liquidazione del trattamento di quiescenza spettante, avverrà solo in seguito al versamento della riserva matematica quantificata da parte del datore di lavoro, ovvero, ai sensi dell’art. 13, comma 5, della Legge 1338/1962, da parte del lavoratore.

 

Alla luce della portata innovativa dell’orientamento fornito con la circolare INPS n. 169 del 15 novembre 2017, e tenuto conto degli opportuni adeguamenti ai quali i sistemi in uso presso gli enti e le pubbliche amministrazioni dovranno essere necessariamente sottoposti, le disposizioni qui fornite si applicano a far data dal 1° gennaio 2019.

 

 

 

Il Dirigente Scolastico

(dott.ssa Silvia Ferrari)